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Il grande viaggiatore dell’animo umano

Il 24 febbraio del 2018 ci ha lasciati Folco Quilici. Un grande viaggiatore, dei luoghi e dell’animo umano.

Sento il bisogno di ricordarlo, proprio in questo periodo dedicato al “viaggio” in tutte le sue forme. Quante persone ha ispirato? Quanti viaggi hanno avuto origine dalle sue opere? Per me è stato così.

Ricordo di aver visto in televisione due dei suoi film più amati, “L’ultimo Paradiso” e “Ti-koyo e il suo pescecane”, entrambi dedicati ai mari e alle isole della Polinesia. Ne rimasi talmente affascinato che uno dei miei sogni impossibili diventò quello di visitare quei luoghi dall’altra parte del mondo. Ci riuscii anni dopo, con negli occhi e nel cuore le immagini e il racconto dei suoi film.

E’ stato uno dei più grandi documentaristi al mondo, capace di “muoversi” con immutata maestria in ambienti e contesti diversi, ma anche un esploratore, un divulgatore e soprattutto un pioniere, arrivato prima di altri su molti aspetti, al punto che nel 2006 la rivista “Forbes” lo inserì tra le cento firme più influenti del mondo grazie ai suoi film e ai suoi libri sull’ambiente e le culture dei popoli.

Ho avuto modo di conoscerlo nel febbraio del 1998 per merito di mio padre, durante le riprese del film “Alpi: le dolomiti del Veneto” con la salita sullo “Spigolo Giallo” insieme a 3 compagni de “I Rondi”, e successivamente a Roma negli studi RAI di Geo&Geo. Una persona di una spiccata curiosità intellettuale, realmente interessata alle persone, dotata di grande autoironia, ma sempre con una gentilezza di altri tempi.

Un signore…e un “Grande”.

Per coloro che lo hanno apprezzato, e per tutti gli appassionati di montagna e natura, posto il link del documentario “Alpi: le dolomiti del Veneto”, disponibile su youtube per opera dell’autore delle musiche Federico Laterza, come omaggio alla sua capacità di raccontare per testo e immagini.

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